Home Iniziative Due sentenze che danno definitamente ragione alle nostre tesi

Due sentenze che danno definitamente ragione alle nostre tesi

Ho il piacere di commentare  due importanti sentenze ottenute dal nostro studio davanti alle Sezioni Centrali d’Appello della Corte dei Conti (Giudice di secondo ed ultimo grado) nel dicembre 2016.

L’una relativa alla impossibilità giuridica per gli Enti previdenziali  di pretendere dagli eredi dei pensionati defunti il pagamento di debiti previdenziali o la restituzione di pretesi indebiti pagamenti ricevuti  ante morten.

La sentenza (presidente  Rotolo, Relatore Ferrari) che respinge l’appello fatto dall’INPS,  dice testualmente:

“Quanto all’applicabilità delle norme contenute nei commi 263 ss. Dell’art. 1 della legge 662/1996, ritiene il Collegio che le stesse trovini applicazione anche nel caso di specie, attesa la loro portata speciale e, dunque, , derogatoria rispetto ai generali criteri di applicabilità dell’actio indebiti per tutte le azioni di recupero intraprese dopo l’entrata in vigore della L. 662/1996 per somme indebitamente percepite  su pensioni in carico agli enti pubblici di previdenza obbligatoria. In conclusione l’appello  non è fondato e va rigettato”.

L’altra decisione (presidente  Calamaro, relatore Smiroldo), tratta di un caso (di cui si sono occupate anche le Sezioni Unite) molto sentito dai pensionati:  la richiesta di  recupero di somme di pensione versate dall’Ente previdenziale  al pensionato e  asseritamente non dovute

Il Collegio, condivide la nostra tesi e afferma:

“Ebbene la giurisprudenza di questa Sezione seconda di appello ha precisato che l’accertamento dell’affidamento del percettore in buona fede dell’indebito che matura e si consolida nel tempo, ai fini previsti dalla sentenza 2/QM/2012, ha per oggetto una questione di fatto (sentenza  n. 655/2012 richiamata nello stesso senso dalla 623/2013)”.

“Si ritiene utile richiamare testualmente la sentenza da ultimo citata n. 623/2013 nella quale si è chiarito che “L’apparenza della motivazione – in materia di irrepetibilità dell’indebito per legittimo affidamento del pensionato – va riscontrata alla luce dei principi fissati nella sentenza delle SS.RR. 2/QM/2012, nel senso che occorre verificare se la ratio decidenti si fondi su una valutazione in concreto dei parametri necessari per verificare la sussistenza di un affidamento incolpevole (che è un punto decisivo della controversia) in special modo i parametri fissati dalla citata sentenza 2/QM/2012 delle Sezioni Riunite, ovvero in concreto dell’errore da parte dell’interessato secondo l’ordinaria diligenza, le ragioni che hanno giustificato la modifica del trattamento provvisorio ed il momento di conoscenza da parte dell’amministrazione”.

“Nel caso in esame la decisione riconosce l’avvenuta violazione dei termini procedimentali per il decorso del tempo e l’affidamento incolpevole del pensionato, percettore di somme indebite”.

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Siamo veramente lieti che i due Collegi più importanti delle Sezioni Centrali della Corte dei Conti abbiano deciso  di applicare la legge,   le sentenze delle SS.RR. della stessa Corte e la giurisprudenza delle Cortei Europee  (troppo spesso dimenticate)

Questa è una garanzia che tante sentenze ingiuste rese in primo grado possono essere cancellate ed annullate davanti ai Giudici di II grado.

Noi ci adopereremo per questo.


(prof. avv. Filippo de Jorio)

 
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