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Tutti sanno che gli stipendi del pubblico impiego sono stati congelati per diversi anni

Dall'On.le Raffaele Romano ci perviene la seguente comunicazione che giriamo all'attenzione di tutti i nostro amici nell'attesa di conferma di questa incredibile notizia che, se fosse vera, spiegherebbe tante cose.

Tutti sanno che gli stipendi del pubblico impiego sono stati congelati per diversi anni.

Quindi nessuno avrebbe dovuto incassare un euro in più ed a ciò si ispira il decreto della presidenza del consiglio dei ministri del 7 agosto 2015.  E invece ai magistrati è stato prima concesso e poi non recuperato lo scatto relativo al triennio 2012-2014, pari a circa il 3,24% delle loro retribuzioni

“Siamo riusciti ad evitare il taglio lineare delle nostre retribuzioni, che era un provvedimento annunciato ed evitato grazie ad una riservata azione di lobbying, tra il governo e l’Associazione nazionale dei magistrati” con queste parole UNICOST (Unità per la Costituzione), uno dei sindacati più importanti dei magistrati italiani, verga sul proprio sito web questa stupefacente ed incredibile violazione dei diritti di milioni di lavoratori e pensionati. E prosegue: «Al termine del triennio, non essendo stati riscontrati aumenti degli stipendi degli altri settori del pubblico impiego, è risultato che gli acconti ricevuti non erano giustificati. Ciò nonostante, grazie all’azione dell’Associazione nazionale magistrati, ed al ruolo svolto dal Comitato Inter magistrature, essi sono stati cristallizzati a nostro favore per gli anni già erogati; ed è bene ricordare che non era affatto un risultato scontato».

Roberto Carrelli Palombi, segretario nazionale di Unicost, ad una precisa domanda a tale riguardo così risponde al riguardo del significato della parola “cristallizzati”: «Significa che è stato riconosciuto dalla Ragioneria dello Stato il nostro diritto a non restituire gli aumenti ricevuti».

E tanto per non farsi mancare nulla i giudici sono riusciti, altresì, ad ottenere l’ennesimo regalo: la restituzione in tre comode rate, tra ottobre e la fine di dicembre di quest’anno, dei soldi ricevuti e non dovuti per il triennio 2015-2017.

Quando si dice l’uguaglianza!

 
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