Per i nostri lettori ed assistiti,

Il giudice Enrico Torri della S. Regione Lazio della Corte dei Conti, uno dei migliori e più colti magistrati di questa struttura, ha recentemente pubblicato la sentenza che si porta a vostra conoscenza per l'importanza dei temi trattati nell'interesse dei pensionati.

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Comunicato Studio de Jorio su Parere Procuratore Generale Cassazione

LO STUDIO DEL PROF. DE JORIO VINCE IN CASSAZIONE CONTRO LA PRESA DI POSIZIONE  DEL TRIBUNALE  DI ROMA CHE  SINORA HA SEMPRE RIGETTATO  I DECRETI INGIUNTIVI  PRESENTATI DAGLI AVVOCATI AL FINE DEL  PAGAMENTO DI PARCELLE PROFESSIONALI CORREDATE DA PARERI DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE

Lo studio de Jorio ha deprecato  l’atteggiamento assunto da alcuni magistrati del Tribunale di Roma nei confronti di avvocati -  che presentavano decreti ingiuntivi  per parcelle professionali corredate da pareri del C.O.A. – regolarmente respinti senza neanche visionare i fascicoli, con sentenze copia-incolla a seguito di una riunione  tenuta  tra di loro, alla VII Sezione,

Il Presidente del Tribunale di Roma, Monastero, nel rispondere ad una lettera del prof. de Jorio   sollecitava  una richiesta di enunciazione di principio di diritto nell’interesse della legge (art. 363 c.p.c.) alla Procura Generale della Corte di Cassazione, malgrado quest’ultima, a SS.UU, si fosse già pronunciata sul problema con sentenza 4485 del 23/2/2018.

In tal senso, lo studio de Jorio  procedeva in data  3 novembre 2019, mentre il Consiglio dell’Ordine di Roma, seguendo la stessa linea, anche sollecitata dal prof. de Jorio,  inoltrava tale richiesta il 19 novembre 2019 , e  la Procura Generale della Corte di Cassazione, e per essa il Procuratore Generale, in data  30 luglio 2020 ha depositato  il parere favorevole , dove  a pag. 2, punto 2, è scritto:

“L’Ufficio ha svolto istruttoria con l’acquisizione – oltre che dei documenti indicati dal Consiglio dell’odierno esponente, - di ulteriori elementi di informazione.

In particolare, è stata raccolta documentazione presso il Tribunale  di Roma,  con taluni provvedimenti di rigetto di ricorsi monitori e con una relazione del 10 dicembre 2019 elaborata a seguito di una riunione di magistrati della competente sezione VII concernente la questione. Inoltre sono stati acquisiti elementi di conoscenza presso altri Uffici giudiziari  di rilevanti dimensioni, come Torino, Napoli e Palermo, i quali hanno concordemente segnalato l’adozione – in taluni casi proprio all’esito di riunioni sezionali indette per affrontare espressamente l’orientamento del Tribunale di Roma – di un indirizzo opposto a quello seguito  da quest’ultimo Ufficio. Il materiale è completato con alcune delibere di Consigli degli ordoini rofessionali, nazionali e territoriali, relative al tema.

Dal quadro sin qui sinteticamente delineato, dando seguito all’impulso dell’Ordine professionale, emerge la necessità di un elemento chiarificatore da parte della Corte di Cassazione, attraverso l’affermazione di un principio di diritto a norma dell’art. 363 terzo comma c.p.c. …”

“Omissis….”

Conclusivamente il Procuratore Generale  ha enunciato il seguente principio di diritto oggetto dell’istanza :

“In conclusione, le ragioni che orientano nel senso della persistenza dei poteri dei Consigli degli ordini professionali di rilasciare il parere di congruità e, in connessione, che inducono  a ritenere tuttora ammissibile ol ricorso al procedimento monitorio per richiedere i compensi per prestazioni professionali sulla base della parcella corredata dal parere del competente Consiglio, appaiono testualmente e sistematicamente preferibili rispetto a quello che sono dedotte a sostegno dell’opposto indirizzo”.

Da quanto sopra esposto, appare evidente  che  i magistrati  del Tribunale di Roma,   hanno agito  contra legem, perché, come si rileva dal parere del Procuratore Generale, vi è  stata addirittura una riunione nella quale tutti i giudici  della VII Sezione del Tribunale ( caso unico in Italia)  avevano deciso (di qui il copia e incolla) di respingere siffatti decreti ingiuntivi  e, dunque era stato completamente eluso il  principio del libero convincimento del giudice, sostituito dal parere  di una assemblea…..

Da notare che la Procura Generale  della Corte di Cassazione ha concluso dicendo che la nostra posizione è totalmente fondata e percio’ d’ora in avanti  sarà possibile ottenere le ingiunzioni di pagamento negate dal Tribunale di Roma  e proprio per l’accoglimento totale della nostra tesi ha ritenuto di non rispondere all’ultimo quesito sulla  innegabile  carattere pubblicistico che ormai, dopo la legge di riforma del 2012, detengono i Consigli dell’Ordine degli Avvocati.

Questo ha una importante conseguenza e cioè che i suoi pareri sono atti amministrativi e pertanto  la loro eventuale  contestazione deve essere rivolta dinnanzi al T.A.R.

 

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