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VOTI PERSI PER I TROPPI ERRORI - I «5STELLE» dimezzati

i «5stelle» dimezzati

di filippo de jorio*

 

Dovevamo titolare questo articolo «Gli errori di Di Maio», ma avremmo sbagliato perché tutte le sue mosse sono frutto di elaborazioni complesse fatte, per la maggior parte, in altra sede. Se valutiamo complessivamente l’avventura dei 5Stelle, dobbiamo notare che essi sono saliti al potere, come forza maggioritaria anche nei confronti dell’alleato leghista, sull’onda irrefrenabile di una campagna moralizzatrice. Ma i frutti sono magri.

L’abolizione dei vitalizi, realizzata in maniera antigiuridica - con una semplice deliberazione del presidente della Camera dei Deputati, il pentastellato Fico, poi imitato a denti stretti anche dalla presidente del Senato - viene imposta. In maniera altrettanto illegittima, cioè con un inserimento nella legge finanziaria, dell’obbligo di abolirli, ovvero di adeguarli, ex post, al calcolo contributivo, realizzando un vero e proprio monstrum e cioè la validazione di un atto illegittimo attraverso il voto del parlamento su una legge.

Comunque sia, tutti hanno hanno compreso che la manovra sui vitalizi era soltanto strumentale, un alibi per poter intervenire pesantemente sulle pensioni, colpendo tutti salvo i percettori di pensioni minime e di pensione sociale (vedi il nostro precedente articolo sull’argomento), e ciò ha indispettito molto l’opinione pubblica.

I 5Stelle hanno voluto ed ottenuto il Ministero della Giustizia e il Presidente del Consiglio, Conte, si è proclamato, nel suo primo atto pubblico «avvocato del popolo», ma non si sono accorti del, massacro dei diritti dei più deboli che è in atto da anni propri attraverso una serie di sentenze emanate «in nome del popolo italiano».

Più volte abbiamo avvertito e tutti gli operatori di diritto lo sanno, ed ora sta diventando di dominio pubblico, in Italia la giustizia è latitante, perché contra legem, la norma giuridica viene interpretata quasi sempre contro i ceti più deboli. Per alleviare le sofferenze del bilancio dello Stato che di certo non sono stati questi ultimi a provocare, vengono sempre privilegiati interessi degli Enti Previdenziali, della Pubblica Amministrazione, degli Enti pubblici, delle banche, dei potentati nazionali e locali. Se chi domanda giustizia non appartiene a queste categorie, può dimenticare il suo buon diritto, perché la legge oggi, nel nostro Paese esiste soltanto per chi è così forte da farsela applicare. Certo, una legge «interpretata» a modo loro e talvolta anche contraria al testo della norma!

Eppure la soluzione di questo problema è da anni a portata della classe dirigente: una legge seria sulla responsabilità civile dei magistrati, perché tutti i cittadini devono rispondere in sede civile e penale dei loro atti, direttamente di fronte a chi chiede giustizia. Anche i magistrati! Ma anche qui i 5Stelle e il Presidente del Consiglio hanno perso ottime occasioni per dimostrare davvero di essere gli «avvocati del popolo».

E, a proposito di avvocati: si sta affermando una tendenza pericolosissima, di obliterazione della funzione di interesse pubblico di questa categoria, perché sempre di più aumenta il numero, persino davanti alla Corte di Cassazione e alla Corte Costituzionale, delle udienze «non partecipate», nelle quali, cioè, gli avvocati non possono partecipare, perché non c’è bisogno che parlino e tutto questo contro le sentenze della Corte Europea che dovrebbero essere diritto vivente ed anzi prevalente nei confronti del diritto nazionale!

Di tutto questo il movimento 5Stelle non parla e neppure il suo alleato, la Lega, e la gente seguita a soffrire più di prima, vittima di una ingiustizia ormai endemica, figlia della compressione e della «interpretazione», che diventa malversazione della norma giuridica.

Ma c’è un errore che tutti li sovrasta e che condiziona gravemente le prospettive del movimento e giustifica il dimezzamento dei suoi voti che, a parte i sondaggi, sempre più negativi, ha trovato nelle recenti elezioni regionali nell’Abruzzo, la sua dimostrazione matematica: la scelta dei dirigenti. Perlopiù si tratta di gente raccogliticcia, con una improvvisata cultura politica, ostentatamente fiera dell’importanza acquistata e gelosa di prerogative che spesso non ha: il tipico esempio è costituito dal sindaco di Roma (non della sindaca, come vuole lei, per carità!), Virginia Raggi. Si tratta di una persona per valutare la quale basta fare un giro per Roma. Roma, caput mundi, invasa dalla sporcizia, dai rifiuti di ogni genere, dai roditori che salgano dal greto del Tevere, disseminata di buche e abbandonata a se stessa.

E che dire del clamoroso annuncio fatto urbi et orbi da questo personaggio che lo stadio della Roma si farà nell’ex ippodromo di Tor di Valle (già da allora e cioè da alcuni decenni fa ritenuto una piaga per il traffico urbano). E chi lo farà? Forse il solito Parnasi incriminato per aver corrotto, come da confessione, tutti i partiti? E il Pubblico Ministero Ielo che aveva parlato di corruzione sistemica tace? E la Raggi tace su tutto ed anche sulla denuncia da noi avanzata sullo scandalo Quintavalle?

La gente non si sente più rappresentata dai 5Stelle anche perché la loro insistenza per il reddito di cittadinanza, sgonfiata giorno dopo giorno e che non si sa, nella pratica, a cosa approderà, pare sia l’unica istanza per la quale si è battuto il Movimento, istanza che realisticamente interessa un numero limitato di persone e costa più dei dubbi benefici che potrà provocare .

Anche il linguaggio adoperato dai rappresentanti del Movimento è contraddittorio, spesso incomprensibile.

Laddove, quello adoperato da Salvini è più diretto e conquista sia i voti degli indecisi, sia quelli di Forza Italia e degli stessi 5Stelle. Tra l’altro continuando nella politica della vecchia Lega Nord, e a favore di quelle Regioni da sempre il loro zoccolo duro, e cioè le regioni del Nord.

Furbescamente Salvini prosegue nella politica del doppio binario: solletica l’interesse di quasi tutti gli italiani oppressi dall’austerità imposta dall’Unione Europea e si batte contro i migranti, mentre, come detto, continua a vellicare le ambizioni autonomistiche delle regioni favorite.

Il pronostico non può essere favorevole ai 5Stelle, ma purtroppo rischia di essere favorevole alla Lega, con tutte quello che questo comporta. Forse avremo dei chiarimenti dalle elezioni europee. Fino ad allora la situazione rischia di non cambiare e ciò soprattutto ai danni della maggioranza sofferente degli italiani costituita da pensionati e percettori di redditi fissi. Sono loro che, spesso senza comprenderlo, stanno pagando e pagheranno l’esoso conto della nuova mala politica!

*Presidente dei Pensionati Uniti

 
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