Home Archivio Archivio Notizie IL CASO B. Una "ANOMALIA" tutta italiana

IL CASO B. Una "ANOMALIA" tutta italiana

*di Filippo de Jorio

 

Restiamo attoniti di fronte all'ultimo guizzo di Berlusconi che dimostra chiaramente che il suo ego macroscopico è solo preoccupato e non si interessa d'altro che delle sue sorti personali e dopo 20 anni di disastri non ha nessuna voglia di smettere di mistificare ed ingannare i suoi compatrioti. Nè li rispetta poichè tutte le sue esternazioni, interviste, dichiarazioni sono da lui stesso smentite e contraddette il giorno dopo e spesso nella stessa giornata.

Stavolta non ci sono giustificazioni che tengano e la verità è palese: egli pretende che la legge, o meglio le violazioni che della legge egli ha commesso, non devono nè interessarlo, nè coinvolgerlo!

Dopo 8 declaratorie di prescrizione per altrettanti processi pervenuti davanti alla Corte di Cassazione, dopo le leggi ad personam fatte approvare durante gli anni che egli ha passato da presidente del Consiglio (e prime tra tutte la c.d. Cirielli per l'abbreviazione dei tempi di prescrizione), dopo la depenalizzazione del reato di falso in bilancio che ha fatto scomparire questo delitto dal codice, questa volta le carte processuali erano troppo evidenti per favorire letture alternative o ambigue. Tant'è che fin dal giorno della fissazione dell'udienza la "sua" stampa e quella del "suo" indotto ha cominciato a "scaldarsi". Segno chiaro che l'esito del processo, per lui che conosceva bene come stessero le cose, appariva scontato fin dall'inizio.

In ogni caso, tra "salvacondotti", "grazie", amnistie, ricorsi a Strasburgo e quant'altro, ogni soluzione gli sembra buona se riesce ad evitargli le stesse conseguenze che da una condanna penale toccherebbero a qualsiasi altro cittadino italiano! Insomma, come dice il filosofo, tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge, ma alcuni sono più eguali degli altri. Egli si sente tra questi.

I suoi accoliti gli fanno eco confondendo il consenso elettorale con l'impunità. B. non deve essere sottoposto ad alcuna, anche se solo simbolica sanzione (ha 77 anni, quindi, gli spettano di diritto i "servizi sociali" o al massimo gli arresti domiciliari per qualche settimana!) perchè è il capo di un partito che ha avuto dieci (rectius:otto) milioni di elettori.

E qui i ricatti impliciti o espliciti. Se si vota contro B. per la decadenza dal laticlavio, cade il governo, finisce tutto.

Qui brilla tutta la malafede di chi di queste minacce ripetute fa una professione di fede. Frattanto le conseguenze di questo tira e molla si fanno sentire.

E' bastata la semplice evocazione di questo panorama di crisi per fare risalire lo spread e bruciare migliaia di miliardi di capitalizzazione di borsa.

Con la sinistra prospettiva che i mercati stessi ricomincino a vendere i titoli nostrani ritenendoli affetti dal non dimenticato "rischio Italia".

A questo punto ogni cittadino di questo Paese è tenuto ad una introspezione e ad una opzione squisitamente morale prima che politica: può essere consentito a B. questo tipo di comportamento così spregiativo degli interessi e del bene comune?

Nessuno può sfuggire alla necessità di porsi queste domande e di darsi le risposte che il suo intelletto e la sua moralità gli suggeriscono.

A nostro avviso solo i "suoi", quelli che dipendono strettamente da lui perchè li ha fatti diventare senatori, deputati, ministri, sottosegretari, membri di organismi importanti e soprattutto ricchi, possono rispondersi che Berlusconi ha ragione. Gli altri, se appena ragionano in termini morali non possono ....E, per carità di patria lasciano stare quei "giuristi" che ogni giorno ne inventano una nuova per costruire una piattaforma giuridica decente per il suo salvataggio. Qualsiasi studente di giurisprudenza sa quanti anni dura l'attesa per i ricorsi a Strasburgo e può valutare che il suo caso non rientra e non può rientrare nelle ipotesi di ammissibilità!

Si dirà che la morale è una cosa e la politica è un'altra. Ma quando si vengono a violare le regole più elementari, cioè che i cittadini sono eguali di fronte alla legge e che nessuno può esentarsi dall'osservarle non possono esserci confusioni o giustificazioni.

Spiace, altresì, notare che questa totale nonchalance per le conseguenze che potrebbero toccare al suo proprio Paese dai suoi atti, lasciano indifferente e tranquillo il B.

Egli ha posto in essere il suo ricatto alla maggioranza con totale freddezza ed assoluta estraneità a ciò che ne deriverà.

Eppure il contesto nazionale e quello internazionale non sono affatto propizi ad avventurismi, tutt'altro. Anzi si può dire che rivaleggiano fra loro quanto a difficoltà ed angosciose prospettive. Il primo proprio perchè a causa degli errori politici ed economici compiuti dai vari governi di B. l'economia italiana soffre di una crisi senza ragionevoli sbocchi e, malgrado i sacrifici fatti da tutti noi, si fa molta fatica a prevederne la fine; il secondo perchè a causa di altri drammatici "qui pro quo" della politica estera americana, l'Occidente ha perso qualsiasi influenza sull'altra sponda del Mediterraneo ed il Medio Oriente è una polveriera in attesa di esplodere.

Si ha quasi la bizzarra impressione che questa montagna di errori della diplomazia e dell'establishment USA, sia la conseguenza di un "cupio dissolvi" suicida (anche se poi le conseguenze ultime le dovremo pagare noi occidentali perchè saremo più vicini ad un islamismo oltranzista e trionfante).

Noi non possiamo non ricordare che negli ultimi 70 anni da Yalta a Suez, dal mancato appoggio all'alleata Francia impegnata in Indocina da parte di Eisenhower e J. Foster Dulles, all'abbandono ed alla persecuzione successiva allorchè fu costretto da Carter a lasciare l'Iran, dello Scià Reza Palhavi che, pure, era stato un utile guardiano della regione, messo alla porta dallo stesso presidente USA senza tante storie, con la creazione di un focolaio di infezione in medio Oriente; dalla sciagurata impresa irachena, all'abbandono di Mubarak ed alla consegna della Libia nelle mani dei musulmani integralisti, a questa proterva volontà di Obama di fare la guerra alla Siria ove uno degli ultimi "laici" di quella regione ci lascerà probabilmente le penne e con lui anche milioni di cristiani che rischiano la morte, dato che l'hanno sostenuto come il male minore contro la coalizione integralista capeggiata da Al Qaeda, tutto, dico tutto, ha portato l'Europa ad una grave situazione strategica, proprio per effetto delle decisioni errate del maggiore esponente dello stesso schieramento occidentale.

Dare il proprio appoggio alla ribellione siriana, cioè schierarsi sulle stesse posizioni di Al Qaeda dopo la catastrofe diplomatica dell'Egitto (per fortuna questa nobile nazione ha saputo trovare in se stessa le energie per invertire la rotta delirante degli USA, stranamente e ancora una volta favorevoli ai "fratelli Musulmani") e - si badi bene - senza sapere che tipo di governo sarebbe instaurato dagli islamisti che la sostengono se, malauguratamente, riuscissero a scalzare Assad, peraltro senza garanzie per i cittadini, cristiani o non che hanno beneficiato del laicismo da questi voluto, è ancora un tragico errore.

In questo clima di pericolo incombente sia sul piano interno, sia sul piano internazionale, ci sarebbe bisogno della più grande responsabilità e di un momento di freno agli egoismi e di amore per il proprio Paese. Ma cosa troviamo invece nelle decisioni di B.? Una accentuazione del proprio ego ferito con tutte le più nefaste conseguenze che non possono sfuggire neppure alle "pitonesse o ai "corifei" prediletti che, dato il sistema di selezione della classe politica legato unicamente alla decisione del "capo" obbligano queste e quelli a funambolismi disperati per vincere la gara del "più fedele"....

Cosa si può sperare in questi frangenti?

Dato che augurarsi un sussulto di dignità e di coraggio politico dei seguaci di B. sembra un inutile sforzo retorico e senza significato, speriamo almeno che gli altri partiti resistano al ricatto, che insomma si vada fino in fondo e si giunga alla neutralizzazione politica di B..

Dopo l'eliminazione di Fini dalla scena politica e il drastico ridimensionamento di Casini, questo terzo passo significherebbe la possibilità di ricostruire un vero movimento di destra, necessario più che mai allo schieramento politico italiano ove una destra non c'è, nè c'è stata negli ultimi 20 anni, dato che i vari governi di B. tutto hanno fatto tranne una politica di destra!.

Qualche parola di commento la debbiamo al lettore sulla sentenza n. 35729/13 che ha condannato B., con la inconsueta sottoscrizione di tutti i componenti del Collegio, a 4 anni di reclusione. Sono 208 pagine che chi scrive ha voluto leggere dalla prima all'ultima per potere valutare la decisione nella sua interezza.

Ebbene siamo giunti alla conclusione che ancora una volta B. è stato fortunato e che ha torto a lamentarsi perchè la sentenza avrebbe potuto e dovuto essere ben più severa.

Innanzitutto un Collegio più benevolo non lo poteva davvero trovare......................

Si tratta di Magistrati di estrema moderazione, alcuni dei quali vengono addirittura considerati "di destra" dai loro Colleghi della Cassazione.

Quanto ai contenuti ed al decisum.

Non viene contestata al B. l'associazione a delinquere che avrebbe portato ad una condanna molto più dura.

Inoltre, sugli episodi delittuosi che lo vedevano frodatore per circa 300 milioni secchi, il Collegio ha considerato non prescritti solo quelli più recenti per circa 7 milioni di euro. Nè è stata considerata la personalità dell'imputato che presenta una notevole capacità criminale e neppure la continuazione dei reati e la pericolosità sociale di B.

Perchè il sistema ideato da Berlusconi era di particolare e fraudolenta ingegnosità: I films e quant'altro venivano comprati negli USA da società di comodo che li trasferivano ad altre società di comodo che, a loro volta, vendevano - spesso con più passaggi - dello stesso tipo - alla MEDIASET. Quest'ultima pagava in realtà molto meno di quanto risultava sul contratto, insomma pagava una somma artatamente aumentata e la differenza tra prezzo fittizio e prezzo vero costituiva fondi neri nella disponibilità del solo B. (Ora saranno gli azionisti di Mediaset che dovranno chiedergli conto di queste manipolazioni che hanno diminuito sostantivamente gli utili di bilancio e, di conseguenza, i dividendi).

Dalla lettura anche superficiale della sentenza appare chiara l'infondatezza della posizione difensiva, aldilà della bravura e della capacità dei difensori. Le tesi da questi portate avanti con coraggio e congruità si schiantano a fronte di documenti, testimonianze, dati fattuali che scolpiscono le responsabilità penali del B. oltre ogni dubbio.

Peraltro, a nostro sommesso avviso, sia il ricorso a Strasburgo, sia quello (eventuale) di revisione non hanno nessuna possibilità di essere accolti e credo che gli avvocati del Collegio di Difesa ben lo sappiano!

Da tutto quanto precede scaturisce una conclusione obbligata:

Se Berlusconi verrà in qualche modo "salvato", chi e come potrà convincere i cittadini italiani che la Legge ha ancora valore e deve essere da tutti osservata?

 

*Presidente della Consulta dei Pensionati e dei Pensionati Uniti

 
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