LE ELEZIONI DEL 2010 ?
di Filippo de Jorio (*)
___________
Il deterioramento del clima politico è così palese che non credo di fare una ipotesi di fantapolitica, quando dico che le elezioni di autunno non mi paiono improbabili.
Molti pensano che esse non risolverebbero granchè, tranne, forse, alcuni rapporti di forza all’interno del gruppo di potere, con il presumibile ridimensionamento di Fini, se non la sua scomparsa, e perciò il dilagare del potere di Berlusconi e dei suoi. Ma questa ipotesi non tiene in debito conto che gli ultimi mesi sono stati molto pesanti per la credibilita’ del Governo e della sua maggioranza.
Le dimissioni a ripetizione dei membri dell’esecutivo sotto il peso di scandali che per le loro connotazioni e contorni hanno, giustamente, eccitato la fantasia (e l’ira) dell’opinione pubblica: Scajola = casa donata a sua insaputa!; Brancher= Ministro per qualche giorno per guadagnarsi il “legittimo impedimento”; per non parlare della non esaltante vicenda di Bertolaso (Chiesa di Roma, dove sei?) non hanno, certo, aggiustato le cose.
Ma, purtroppo, c’è di più: il degrado morale e la corruzione che si sono diffusi, in questi ultimi mesi, a macchia d’olio; persino la magistratura, che per definizione dovrebbe essere soggetta solo alla legge, come dice la Costituzione, è stata toccata. Perfino certi ambienti ecclesiastici – come quelli propinqui al Cardinale Sepe – non paiono immuni …. Come sfondo di tutto questo panorama negativo c’è il degrado giuridico provocato da tutte le riforme giudiziarie del Berlusconismo che hanno distrutto il nostro patrimonio più prezioso, cioè la prevalenza dei valori della societa’ giuridica, un sistema giudiziario ben equilibrato nei suoi tre gradi di giurisdizione sia civile che penale ed al vertice una Corte di Cassazione veramente indipendente e sovrana del diritto positivo.
In realtà, per limitare i ricorsi e per sconfiggere i ritardi, si è creato, per il momento solo sotto l’aspetto civilistico, per fortuna, un rimedio che è peggiore del male. Oramai, il ricorso civile per Cassazione è divenuto quasi impossibile perché con i principi di autosufficienza (cioè che quei giudici devono trovare “tutto” nel ricorso e non devono consultare altri documenti, benchè allegati, solo in casi di stretta necessità) e con quello di specificità, (cioè che se le doglianze vengono giudicate non chiare, viene pronunciata la loro inammissibilità. Ed e’ chiaro che questo giudizio e’ ampiamente discrezionale…) si giunge, in breve, alla morte del ricorso. Ma ciò non bastava: è stata creata anche una Sezione speciale che, sui ricorsi, ha diritto di vita o di morte: un giudice, cosiddetto delegato, spiega, in tre righe, solitamente sbagliate, perché il ricorso deve essere “trucidato” e poi una udienza con centinaia di casi, ne pronuncia il decesso. E, tutto è fatto!
Mi prendo la responsabilita’ di affermare che cio’ creera’ una pluralita’ di casi di denegata giustizia!
Avvertivo, in altro articolo, che questa soppressione dei diritti ( e quello alla giustizia vera è un diritto primario!), accompagnata dalla esaltazione dei privilegi di una casta politica intoccabile, è il peggiore triste risultato dei 14 anni di Berlusconi.
Per complicare le cose, la crisi economica di cui per anni si è negato il pericolo – è arrivata, devastante, con tutte le sue negative ripercussioni sull’aumento delle imposte e sulla diminuzione del P.I.L.
Lavoro non ce n’è; concorsi non se ne fanno quasi più. La disoccupazione giovanile è salita ad oltre il 30% del complesso della popolazione al di sotto dei 35 anni!
Insomma la situazione si è improvvisamente rivelata in tutta la sua negatività ed in tutta la sua pericolosità, smentendo le assicurazioni tranquillanti che erano state fatte da Berlusconi e Tremonti dal 2007 a tutta le metà del 2010.
Per queste ragioni non si può, in principio, escludere, sempre che l’opposizione riesca a trovare una sua unità con un candidato credibile, la possibilità di una alternanza.
Ma, teniamoci con i piedi per terra e riflettiamo sul fatto che negli ultimi anni le categorie più penalizzate dalla politica deflazionistica attuata sono due: pensionati e giovani sotto i 35 anni.
Agli uni ed agli altri nessuno ha pensato, purtroppo, né al governo né all’opposizione. Tant’è che mi sono molto stupito qualche tempo fa quando ho sentito Bersani parlare delle sofferenze dei pensionati.
Erano anni che un uomo politico al vertice di una grossa struttura organizzativa non ne parlava più! (Per onestà devo dire che anche Cofferati qualche tempo fa aveva citato l’esistenza di queste categorie di cui è stata pronunciata la obliterazione, la dannatio memoriae, da parte della classe dominante!). Ma ben altra, ben piu’ alta e forte dovrebbe essere la voce di una opposizione davvero interessata a sviluppare una vera politica di alternativa!
Percio, nel silenzio della maggioranza e con flebili voci di dissenso da parte dell’opposizione c’è poco da stare allegri!
A forza di comprimere, anche giuridicamente, i diritti di tutte le persone si è creata una sorta di magma grigio che consuma sempre di meno e, piu’ che vivere, sopravvive alla meglio.
La politica economica dei facili ed avventurosi profitti per pochi a spese di tutti (60 miliardi all’anno, ha calcolato la Corte dei Conti, l’ammontare annuale della corruzione e degli appalti truccati sul bilancio dello Stato), la stessa politica economica che ha prodotto il fenomeno dei “nuovi poveri”, per la maggior parte pensionati. Ad oggi il 13,1% della popolazione italiana appartiene alla categoria di coloro che, senza sussidi o elemosine, non possono sopravvivere.
Ma gli “altri”, le altre componenti dell’aggregato sociale, stanno bene o no?
La risposta non può che essere negativa. I consumi italiani sono drasticamente calati e rappresentano il simbolo ed il sintomo di un Paese in aperta decadenza, che, peraltro, non si cura neppure di curare le sue ferite.
Ma allora chi sta bene nell’Italia del 2010 ? Duole dirlo: i furbi, quelli che si sono aggregati a qualche carro politico e, naturalmente, i membri della classe dominante, della casta. Anche i loro guardiani, in fondo, non se la passano male. Ed il loro numero si allarga sempre di più, man mano che si accentua il dissenso popolare.
Gli ultimi episodi di cronaca vedono che anche le nostre benemerite “Forze dell’Ordine” non sono immuni da fenomeni di corruzione che avviliscono la società italiana, a cominciare dalla corruzione e dal delitto. (Il caso Marrazzo ci ha fornito uno spaccato impressionante e non isolato di cosa succede anche nei settori più insospettabili).
Ma torniamo al tema iniziale.
Non è improbabile che si vada alle urne. E allora, questa volta chiederemo ai nostri elettori di non astenersi - come di fronte allo sfacelo si avrebbe il gusto e la tentazione di fare e come hanno fatto per anni dal 2006 in poi, da quando, cioe’, Berlusconi ha clamorosamente violato le sue promesse, addirittura inserite nel programma elettorale e di Governo e firmate – oltre che da lui stesso - da tutti i rappresentanti politici dei 15 partiti che formavano la “Casa delle Libertà” - ma di votare per eleggere i loro rappresentanti e portare un soffio di aria nuova nel desolante panorama dell’oggi.
* Presidente dei Pensionati Uniti e della Consulta dei Pensionati