ESISTE ANCORA LO STATO DI DIRITTO?
di Filippo de Jorio (*)
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Di fronte a tutto quello che da anni accade intorno a noi, ma che negli ultimi mesi ha avuto una accelerazione mai vista prima, è lecito domandarsi se esista ancora, oppure non più, lo Stato di Diritto dove la legge è uguale per tutti e c’è una Magistratura indipendente ed imparziale, come vuole la Costituzione, che la fa rispettare.
Mai come oggi, in effetti, l’arroganza del potere ha raggiunto vertici più terribili, mai le ruberie, le prepotenze, la sicurezza dell’impunità sono state più tristemente presenti nella nostra società. Il tutto con gravi implicazioni di chiaro carattere anticostituzionale.
In realtà dopo la legge elettorale che consente di nominare i senatori, i deputati (contro la legge fondamentale dello Stato che li vuole scelti ed eletti dal popolo) e perciò dà la facoltà di eliminare tutte le teste pensanti che non si sono completamente omologate ai voleri del Capo, sembrava impossibile che si potesse fare di più e di peggio!
Eppure la classe dominante c’è riuscita con la legge sul legittimo impedimento (che ormai ha vanificato le chiacchiere da bar sul “processo breve”, sul “lodo Alfano”etc.) tanto l’effetto voluto, cioè l’impunità, è stato brillantemente raggiunto!
In realtà, basta questa legge a risolvere i problemi del premier e dei suoi amici!
Una volta si diceva che ne “uccide più la penna che la spada”, nel senso che l’opinione pubblica, sollecitata dalla stampa, poteva essere chiamata a reagire contro gli abusi di potere troppo grossolani denunciati da bravi giornalisti.
Ma da noi, esiste più una stampa libera? Un grande Network indipendente che ascolti la voce della maggioranza sofferente del Paese?
Riteniamo di dovere rispondere negativamente al quesito di cui sopra. Stampa libera (ed informazione libera) non ce ne è più. Quel poco che restava è stato sterminato senza pietà! Tutti i mezzi sono buoni!
Vi ricordate de “Il Giornale d’Italia” quotidiano liberale di grande tradizione, fondato dal senatore Alberto Bergamini nel 1901, sopravissuto a tante battaglie, diretto per molto tempo da Alberto Giovannini che fu un grande giornalista ed un patriota, poi dal Prof. Luigi d’Amato brillante scrittore, deputato e rappresentante dei pensionati?
Fu soppresso tranquillamente e così il movimento dei pensionati non ebbe più il suo giornale e qualsiasi notizia che lo riguardi, che riguardi cioè un oceano di persone, circa 22 milioni, cioè la maggioranza degli elettori italiani, non trova nessun giornale disposto a pubblicarla!
Una volta ci pensava anche “Il Tempo” di Roma che per molti anni fu molto vicino ai pensionati, ma ora, dopo la cura Berlusconi su questo giornale si parla solo di ciò che gradisce perl'appunto Berlusconi, come su “Libero”, come su “Il Giornale” etc..
Qualche giorno fa chiesi al “Il Messaggero” di rettificare una notizia palesemente destituita di fondamento concernente i pensionati. La notizia però era stata lanciata dai CODACONS evidentemente più graditi dei poveri pensionati, al direttore del quotidiano.
Fatto è che la mia lettera di smentita non è mai stata pubblicata benché le notizie date fossero davvero degne di contestazione perché del tutto inveritiere!
Un altro esempio sconfortante della situazione nella quale ci troviamo:
qualche giorno fa su SKY TG 24 ho potuto ascoltare una bella intervista fatta da Maria Latella al noto politologo e scrittore Giovanni Sartori, che fu anche senatore di F.I. nei primi anni di Berlusconi in politica e perciò sa bene di che cosa parla.
Il Sartori non ha mai avuto peli sulla lingua ed anche nella intervista di cui sto parlando è stato esplicito: “Tangentopoli c’è sempre stata, ma ieri serviva prevalentemente per finanziare i partiti, oggi invece i soldi se li mettono in tasca i politici”.
La denuncia era molto importante e seria data la provenienza e la attendibilità del prof. Sartori, ma volete sapere come è stata tradotta nel “serpentone”?! E’ stata tradotta così: “Tangentopoli è sempre esistita!” Perciò il pensiero di Sartori è stato completamente travisato facendo un eccellente servizio di “depistage” a vantaggio dei ladri di Stato……..
Perciò anche un grande Network per solito piuttosto oggettivo, quando deve ospitare qualcuno che parla male degli attuali detentori del potere, si trova un po’ in difficoltà. E tanto basti.
Negli ultimi giorni poi si fa un gran parlare dei sacrifici che si devono fare per salvare la nostra economia (che fino a poco fa, secondo i responsabili, andava benissimo).
Servirebbero – dicono – 25 miliardi di euro, quasi 50.000 miliardi di vecchie lire. Contemporaneamente si parla anche di riforme strutturali sulle pensioni.
Un sospetto mi invade: non è che – come al solito – si pensa al riequilibrio del bilancio imponendo i necessari sacrifici a chi da sempre viene sacrificato per evitare di colpire la corruzione della casta politica al potere che il Presidente ed il P.G. della Corte dei Conti valutano circa in circa 60 miliardi di euro.
Non parliamo della punizione dei ladri di Stato che dovrebbe essere un esempio e un conforto per i cittadini onesti: chi ha ascoltato Anemone, Balducci, Bertolaso, Scajola, la loro arroganza, la loro sicurezza di fronte alle contestazioni giudiziarie e di opinione pubblica sa bene di che cosa sto parlando.
Certo – a giudicare dagli ultimi eventi che vedono coinvolti nelle indagini della Magistratura non più il solo Berlusconi ed i suoi immediati collaboratori nella gestione e nello sfruttamento del potere mediatico, ma anche i suoi associati politici a livello di ministri e sottosegretari – non si può dire che il berlusconismo si prepari a morire bene.
Certo, una serie di leggi come quella elettorale e quella sul legittimo impedimento consentono di mantenere in vita la fabbrica del consenso, ma il distacco sempre più forte con le fasce avanzate dell’opinione pubblica che assiste interdetta all’esplosione dei fenomeni di corruzione non lascia molte speranze ai detentori attuali del potere che devono temere due cose: il degrado della situazione economica e una opposizione più violenta e decisa di gente esasperata dal malgoverno e ridotta allo stremo sul piano della sopravvivenza.
Soprattutto colpisce una riflessione che diventa sempre più frequente: i quasi 15 anni di potere del berlusconismo hanno portato ad un regresso evidente della situazione economica ed anche morale e politica dell’Italia dalla quale non sarà facile uscire.
* Presidente dei Pensionati Uniti e della Consulta dei Pensionati